Storia · Percorso per la scuola media

La Seconda guerra d’indipendenza italiana

Un percorso completo per capire come il Regno di Sardegna preparò lo scontro con l’Austria, perché intervenne la Francia e in che modo la guerra trasformò la carta politica italiana.

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Fase 1 · Esplora

La guerra in otto passaggi

Segui le frecce: dalla situazione dopo il 1849 alla strategia di Cavour, dalle battaglie del 1859 all’armistizio di Villafranca e ai plebisciti.

1859La Seconda guerra d’indipendenza italiana

Dalla diplomazia di Cavour alle annessioni del 1860

nasce dopo il fallimento della
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1 · Dopo il 1849

Il Piemonte guida il Risorgimento

La sconfitta della Prima guerra d’indipendenza mostra che l’Austria non può essere affrontata senza alleati.

L’Austria è ancora dominante

Dopo il 1849 Lombardia e Veneto restano sotto il dominio austriaco. Negli altri Stati italiani tornano governi conservatori sostenuti dall’Austria.

Lo Statuto Albertino rimane

Vittorio Emanuele II conserva la Costituzione concessa nel 1848. Il Regno di Sardegna diventa così un rifugio per molti patrioti e il principale punto di riferimento dei liberali italiani.

Una lezione politica

La Prima guerra d’indipendenza ha dimostrato che le sole insurrezioni e l’esercito piemontese non bastano: occorrono preparazione militare, diplomazia e l’appoggio di una grande potenza europea.

Due progetti diversi

Mazzini continua a sostenere l’iniziativa popolare e repubblicana. I moderati puntano invece sulla monarchia dei Savoia e su un’unificazione guidata dal Piemonte.

viene preparata dalla
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2 · La strategia piemontese

Cavour rafforza il Regno di Sardegna

Il presidente del Consiglio modernizza lo Stato e porta la questione italiana nella politica europea.

Cavour al governo

Camillo Benso conte di Cavour diventa presidente del Consiglio nel 1852. È un liberale moderato e vuole ampliare il Regno di Sardegna attraverso riforme, diplomazia e alleanze.

La modernizzazione

Il governo favorisce ferrovie, strade, porti, commerci e sviluppo industriale. Rafforza inoltre l’esercito e rende il Piemonte uno degli Stati italiani più moderni.

Un progetto moderato

Cavour non progetta ancora l’unità completa della penisola. Il suo obiettivo immediato è allontanare l’Austria e creare nell’Italia settentrionale uno Stato più grande guidato dai Savoia.

Cercare un alleato

Il Regno di Sardegna non può sconfiggere da solo l’Impero austriaco. Cavour cerca quindi l’appoggio della Francia di Napoleone III e delle altre potenze europee.

ottiene visibilità con
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3 · La diplomazia

La Crimea e gli accordi di Plombières

Cavour partecipa alla politica internazionale e conclude un’alleanza segreta con Napoleone III.

La guerra di Crimea

Nel 1855 il Piemonte partecipa alla guerra di Crimea accanto a Francia, Gran Bretagna e Impero ottomano contro la Russia. Un corpo di spedizione guidato da Alfonso La Marmora combatte alla Cernaia.

Il Congresso di Parigi

Nel 1856 Cavour partecipa al Congresso di Parigi che conclude la guerra. Denuncia l’influenza austriaca e presenta la situazione italiana come un problema europeo.

L’incontro di Plombières

Nel luglio 1858 Cavour incontra segretamente Napoleone III a Plombières. La Francia promette di aiutare il Piemonte se sarà l’Austria ad attaccare.

Il prezzo dell’alleanza

In caso di vittoria dovrebbe nascere un Regno dell’Alta Italia guidato dai Savoia. In cambio dell’aiuto militare, la Francia dovrebbe ricevere la Savoia e Nizza.

comincia quando
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4 · Verso il conflitto

L’Austria dichiara guerra

Il Piemonte si prepara allo scontro e induce Vienna a compiere il primo atto di guerra.

Il “grido di dolore”

Nel gennaio 1859 Vittorio Emanuele II dichiara di non essere insensibile al “grido di dolore” che si leva da tante parti d’Italia. Il discorso incoraggia i patrioti.

I preparativi piemontesi

Il governo richiama riservisti, concentra truppe sul confine e accoglie volontari provenienti da altri Stati italiani. Queste iniziative aumentano la tensione con l’Austria.

L’ultimatum austriaco

Il 23 aprile 1859 l’Austria ordina al Piemonte di smobilitare l’esercito entro tre giorni. Cavour respinge l’ultimatum, come previsto dagli accordi con la Francia.

29 aprile 1859

Le truppe austriache attraversano il Ticino ed entrano in territorio piemontese. Essendo stata attaccata, la monarchia sabauda può ricevere l’aiuto militare promesso da Napoleone III.

si sviluppa attraverso
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5 · La campagna militare

Le vittorie franco-piemontesi

L’esercito francese raggiunge il Piemonte e gli alleati costringono gli austriaci a lasciare la Lombardia.

Montebello

Il 20 maggio 1859 reparti francesi e piemontesi affrontano gli austriaci a Montebello. La battaglia è uno dei primi successi degli alleati.

Palestro

Il 30 e 31 maggio i piemontesi guidati da Vittorio Emanuele II vincono a Palestro. L’esercito alleato può continuare l’avanzata verso la Lombardia.

Magenta

Il 4 giugno francesi e piemontesi sconfiggono gli austriaci a Magenta. La vittoria costringe l’esercito nemico ad abbandonare Milano.

L’ingresso a Milano

L’8 giugno Napoleone III e Vittorio Emanuele II entrano a Milano accolti dalla popolazione. Gli austriaci si ritirano verso le fortezze del Quadrilatero.

coinvolge anche
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6 · Volontari e battaglia decisiva

Garibaldi, Solferino e San Martino

I volontari combattono sulle Alpi; il 24 giugno si svolge lo scontro più sanguinoso della guerra.

I Cacciatori delle Alpi

Giuseppe Garibaldi comanda un corpo di volontari dell’esercito piemontese. I Cacciatori delle Alpi avanzano nella Lombardia settentrionale e minacciano il fianco austriaco.

Varese e San Fermo

I volontari di Garibaldi vincono a Varese e a San Fermo nel maggio 1859 e liberano Como. Le loro vittorie mostrano il contributo popolare alla guerra.

24 giugno 1859

A Solferino combattono soprattutto francesi e austriaci; a San Martino piemontesi e austriaci. Dopo una giornata durissima, l’esercito imperiale è costretto a ritirarsi.

Una battaglia sanguinosa

Migliaia di morti e feriti restano sul campo. Lo svizzero Henry Dunant assiste ai soccorsi e da questa esperienza nascerà in seguito l’idea della Croce Rossa.

si interrompe con
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7 · La pace inattesa

L’armistizio di Villafranca

Napoleone III ferma improvvisamente la guerra senza consultare il governo piemontese.

La decisione francese

Napoleone III teme nuove battaglie sanguinose, un possibile intervento della Prussia e l’allargamento della rivoluzione italiana. Anche i cattolici francesi sono preoccupati per il papa.

11 luglio 1859

Napoleone III e l’imperatore Francesco Giuseppe si incontrano a Villafranca e stabiliscono i preliminari di pace. Vittorio Emanuele II deve accettare la decisione.

La Lombardia al Piemonte

L’Austria cede quasi tutta la Lombardia alla Francia, che la consegna al Regno di Sardegna. Mantova e Peschiera restano austriache insieme al Veneto.

Le dimissioni di Cavour

Cavour considera l’accordo una grave delusione perché il Veneto non è stato liberato e si dimette. La pace definitiva viene firmata a Zurigo nel novembre 1859.

trasforma l’Italia grazie a
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8 · Conseguenze

I plebisciti e le annessioni del 1860

La guerra non libera il Veneto, ma permette al Regno di Sardegna di estendersi nell’Italia settentrionale e centrale.

I governi provvisori

Durante la guerra i sovrani di Toscana, Parma e Modena vengono allontanati. Anche le Legazioni pontificie dell’Emilia-Romagna si separano dallo Stato pontificio.

I plebisciti

Nel marzo 1860 le popolazioni di Toscana, Parma, Modena e delle Legazioni votano a favore dell’annessione al Regno di Sardegna.

Nizza e Savoia alla Francia

Napoleone III accetta le annessioni dell’Italia centrale. In cambio, secondo gli accordi, il Piemonte cede alla Francia la Savoia e Nizza.

Il bilancio della guerra

Il Regno di Sardegna ottiene Lombardia e Italia centrale, mentre Veneto, Roma e Regno delle Due Sicilie restano esclusi. L’unificazione è incompleta, ma ha compiuto un passo decisivo.

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